Pasqua di Risurrezione

Annibale Carracci – sec. XVI – La risurrezione di Cristo

Lettura At 1, 1-8a
Epistola 1 Cor 15, 3-10a
Vangelo Gv 20, 11-18

 I racconti pasquali che troviamo nel Vangeli non sono solo cronaca, ma testimonianza personale di fede che viene poi proposta ai fratelli. Gli Apostoli dopo la risurrezione di Cristo hanno avuto la voglia, la forza ed il coraggio di dedicare tutta la vita a far conoscere questo stupendo evento che hanno vissuto in prima persona: Gesù, il figlio di Dio, morto innocente per mano degli uomini é Risorto!
La morte, che tutti temiamo, é stata sconfitta con la Risurrezione di Cristo, anzi é diventata segno del passaggio alla vita eterna per tutti noi.

 Questo grande evento é stato pensato e realizzato da Dio in persona: Lui si é sacrificato, sappiamo in che modo, fino all’esaurimento del suo sangue per amore dell’umanità, per portare ogni uomo e donna a partecipare alla beata eternità con Dio stesso.
Ecco perché sentiamo dentro di noi una gioia profonda che ci sconvolge, che ci fa emozionare: é Lui stesso che entra in noi con la sua Grazia, con il suo affetto. Pasqua e Gioia sono la stessa cosa e sono anche la caratteristica che ogni cristiano deve avere, anche in mezzo alle difficoltà e alle fatiche della vita.
Se siamo tristi e abbattuti é perché ci chiudiamo in noi stessi e ci chiudiamo al suo amore. 

 È significativa questa storiella: Il settimo giorno… gran festa per tutte le creature.  Ciascuno si industria per fare un regalo al Creatore: il coniglio, le carote; la gallina, le uova; la pecora, la lana; la mucca, il latte. L’uomo lascia passare tutti, non sa che regalare! Ma osserva il buon Dio, piuttosto serio in viso, e intuisce aspettando il suo turno, l’ultimo. Allora corre verso il Creatore e gli salta in braccio dicendo: “Ti voglio bene!”
Il volto di Dio si illumina di gioia e risponde: “Ti ho fatto per questo!”

 BUONA e SANTA PASQUA NEL SIGNORE!

don Bruno