III domenica di Quaresima

N. Poussin – 1634 – L’adorazione del vitello d’oro

Lettura: Es 32, 7-13b
Epistola: 1Ts 2, 20 – 3, 8
Vangelo: Gv 8, 31-59

✠ Esodo. Mentre Dio consegna a Mosè sul Sinai le Dieci Parole, le tavole della legge, il popolo ebraico compie un atto terribile nei confronti di Dio e delle sue aspettative. Uscito da poco dalla schiavitù dell’Egitto questo popolo non ha ancora la mentalità di una fede in un Dio che esce dagli schemi antichi, non é costruito a proprio uso e consumo. “Dio deve essere pensato da me, secondo i miei bisogni, secondo i miei comodi, le mie usanze; non deve togliere la mia libertà di fare ciò che voglio, un po’ come gli dei egizi, magari avrà l’aspetto di Api, il vitello d’oro simbolo del potere e della virilità maschile; e poi quel Dio di Mosè ci ha dato solo fatica, paura e fuga continua!
Questo modo di comportarsi del popolo ebraico porta il vero Dio addirittura al pensiero di distruggere questa generazione ” Lascia che la mia ira si accenda…
E qui entra un bell’esempio di preghiera che ci offre Mosè: non pensa a sé (farò di te una grande nazione!) ma si preoccupa e intercede per questo popolo ancora imperfetto ma che ha sempre goduto dell’amore del Dio dei patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe. 
La preghiera anche per noi deve essere riconoscere il grande amore del Padre, la sua continua vicinanza, per poi scendere nella vita e nei bisogni di oggi , di quelli dei fratelli e quindi anche dei nostri.

✠ Vangelo. Gesù insiste proprio su questa relazione, sull’incontro che dobbiamo avere con il Padre. Un incontro che ci cambia dentro, che ci libera dal male, che non vive della tradizione ma dell’esperienza diretta di Dio. Lui ci dona, ci offre Gesù come segno di amore e di salvezza; non ci resta che accogliere con gioia questo dono e trasformarlo nella nostra vita quotidiana in preghiera, attenzione, servizio per l’altro con la semplicità e con la serenità di chi mette a frutto l’esperienza di fede cristiana. Abramo, questo grande nella fede, ci sia di stimolo e di forza nella famiglia e nella società.

 BUONA QUARESIMA NEL SIGNORE!

don Bruno