Epifania

Giotto – 1303-1306 – Adorazione dei Magi

Lettura: Is 60, 1-6
Epistola: Tt 2, 11 – 3, 2
Vangelo: Mt 2, 1-12

Questa festa ha un fascino speciale e merita una riflessione speciale. Tanti sono gli elementi che ci coinvolgono: la luce, la stella, i Magi, i cammelli, i doni… Ma un aspetto é fondamentale: la ricerca del significato della vita, di Dio, dei valori fondamentali per il nostro vivere in società.

I magi sono venuti dall’oriente alla ricerca, strappati dalla loro attività da una stella che mette una profonda curiosità nella loro vita, che mette scompiglio nella fredda città di Gerusalemme, nel ricco palazzo del perfido Erode.
La stella mostra un grande contrasto tra l’entusiasmo gioioso dei Magi e il turbamento inquieto dei dottori della legge. Il potere bugiardo e falso di Erode, appoggiato dal sapere inutile degli scribi, contrasta con l’avventura attiva e fiduciosa dei Magi.
Alla fine la ricerca appassionata arriva alla piccola città di Betlemme davanti al santo Bambino e alla sua famiglia. Non fanno grandi cose: si mettono in ginocchio, adorano e offrono regali simbolici. Hanno intuito e forse capito il disegno di Dio, hanno saputo leggere nelle situazioni affrontate la mano del Signore.

La fatica della ricerca é arrivata al termine ma inteso come centro, come scopo di tutto; pericoli difficoltà e scherno aprono alla gioia profonda dell’incontro

Ma questa é anche la nostra storia: l’indifferenza, il soggettivismo, lo scoraggiamento, la confusione, tutte queste nostre difficoltà e fatiche ci devono portare alla soluzione finale che avviene nell’incontro con il Signore Gesù. Guidati dalla stella, la fede, guardiamo negli occhi il Santo Bambino che si affida alla nostra piccolezza.
Quanto fascino nel seguire e imitare Gesù, ci sentiremo anche noi Magi!

 FESTA DEI BAMBINI:
Dante scriveva: ” Tre cose sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini!”.
* I giochi dei bambini non sono giochi ma sono le loro azioni più serie.
* Il bambino che non gioca non é un bambino, ma un adulto che non sa giocare ha perso il bambino che ha dentro di sé.

 BUONA EPIFANIA!!

don Bruno