VIII domenica dopo Pentecoste

Domenico Pugliani – “Samuele bambino condotto dal Sacerdote Eli” – 1637

Lettura – 1 Sam 3, 1-20
Epistola – Ef 3,1-12
Vangelo – Mt 4,18-22

✠ Samuele – Il filo conduttore della Parola di Dio oggi é la chiamata, la vocazione. Il protagonista é Samuele profeta, sacerdote, artefice del passaggio dall’essere popolo di tribù alla struttura monarchica in Israele, anno 1030 aC.
La sua é una chiamata a tappe, progressiva, che si rivela nella quiete notturna del Tempio; era al servizio del Tempio come ministrante, sacrestano in erba per i vari servizi (non potevano farlo le donne), portato dalla mamma Anna che lo aveva avuto in tarda età e offerto come ringraziamento al servizio di Dio (quanta generosità! e figlio unico!).
Bella e fresca la risposta del ragazzo alla voce che lo chiama: obbediente corre dal sacerdote e si mette a disposizione. Sarà alla quarta chiamata, su suggerimento di Eli, che risponde al Dio vivente e si mette a disposizione: la sua sarà una vita piena di rivelazioni divine, di annuncio della parola di Dio e anche di servizio al popolo e ai regnanti.

✠ Vangelo – Anche il vangelo presenta Gesù che chiama, che invita due coppie di fratelli a seguirlo cambiando lo scopo della loro vita, diverranno “pescatori di uomini“. È quel verbo “vide” che é interessante perché non si tratta di guardare, di vedere ma é l’interesse, l’attenzione di Dio rivolta a delle persone indicando quale sarà la loro vita, la loro missione. È Lui che si interessa a me, mi pensa, mi ama.
Cartesio aveva detto “cogito ergo sum”, “penso quindi esisto!” e il teologo Karl Barth aveva trasformato il verbo da attivo a passivo “cogitor ergo sum”, “sono pensato quindi esisto, vivo!” Il centro non sono io ma é Dio.
Importante é anche la novità che Gesù porta: Samuele ha svolto il suo mandato da solo (Antico Testamento) gli Apostoli invece sono chiamati e mandati in coppia, in quattro, in dodici, in settantadue ecc.. (Nuovo Testamento).

La Chiesa quindi é una Comunità che é chiamata e mandata in compagnia di Gesù e dei fratelli, non battitori liberi ma portatori dell’amore di Cristo, certamente disponibili e fiduciosi nel piano di Dio.

Buona Domenica!

don Bruno.