V domenica dopo Pentecoste

Bottega dei Bassano – Partenza di Abramo con la famiglia da Aran verso Canaan – inizi XVII secolo

Lettura – Gen. 11-12, 5
Epistola – Eb. 11, 1-2. 8-16
Vangelo – Lc. 9, 57-62

GENESI. Qui inizia la storia della tribù che dopo 500 anni circa diventerà il popolo d’Israele. Il programma di Terach, padre di Abramo, era di lasciare la terra dove si trovava, Ur dei Caldei, per stabilirsi in Canaan, in Palestina. Erano tribù seminomadi che dimoravano in una regione finché c’erano pascoli e tranquillità, poi si spostavano magari dopo 50-80 anni.
Ora il piano di Terach viene preso in mano da Dio stesso che chiama Abramo e lo manda nella terra di Canaan:  questo é il piano di Dio per la salvezza dell’umanità, da questa tribù che diventerà un piccolo popolo uscirà il Salvatore, Cristo con un’attesa di circa 1800 anni. E’ Dio che chiama, che dà l’avvio al suo piano di salvezza.

VANGELO. L’evangelista Luca ci fa ripercorrere il cammino di Gesù verso Gerusalemme con i prossimi 10 capitoli. Gesù realizza la volontà del Padre, questa é la sua vocazione, e su questa linea dovrà essere ogni vocazione, ogni scelta, ogni caratteristica del discepolo cristiano:  é il Padre che ci chiama e ci affida una missione nella famiglia, nella società, ciascuno con le proprie doti. Gesù usa un linguaggio colorito, forte, esplosivo, tipico dello stile semitico:  poche parole ma chiari concetti.
– Distacco dalle cose e dagli appoggi materiali; Gesù non possiede niente, neanche un cuscino, niente stabilità.
– Distacco dagli affetti che sono sì legittimi e preziosi ma che a volte rischiano di diventare ostacoli, impedimenti nel seguire Lui.
– Distacco, tagli con il passato, niente prova, compromesso; il discepolo deve fare scelte radicali, totali. Non a tempo ma 24 ore su 24.

✠ Umanamente sono scelte dure, difficili da realizzare: “Signore lasciami una buona stabilità economica e sociale; permettimi di vivere in famiglia vicino ai miei cari; concedimi di tenere legami di amicizia, di familiarità mi terranno compagnia, poi ti darò il tempo se mi avanza”.
E Gesù non vieta queste cose belle e buone, ma ci mette in guardia perché se diventano il centro della vita possono farci mettere da parte il vero scopo, la chiamata del Padre a portare il bene nel mondo come ha fatto Cristo Gesù. E’ difficile certo ma non siamo soli perché Lui é e sarà sempre con noi a darci forza e coraggio soprattutto nei momenti di difficoltà.

 Buona Domenica!

don Bruno