IV domenica dopo Pentecoste

Gerolamo Bassano – Entrata degli animali nell’arca – c. 1590-1620

Lettura – Gn. 6, 1-22
Epistola – Gal. 5, 16-25
Vangelo – Lc 17, 26-33 

Genesi. Dopo il racconto educativo della creazione (Dio che prepara e fa tutto bello per l’uomo che però lo rifiuta) e dopo la storia di Caino e Abele (l’umanità che é percorsa dal male e per l’invidia assassina il fratello) ecco questo racconto di Noè. L’uomo é malvagio, ha dimenticato il Creatore e quindi ” il Signore si pentì di aver fatto l’uomo e se ne addolorò“.
Abbiamo un Dio non vendicativo ma che soffre, prova dolore per la cattiveria della sua creatura. Ma salta fuori Noè e la sua famiglia, gente giusta, per bene che fa cambiare idea a Dio: “non distruggerò tutto ma solo il male e chi lo compie e lo farò con un diluvio, con la natura che si ribella.
Qui sta l’insegnamento di questo brano: il Signore ci fa capire che non tocca a noi farci giudici e carnefici del fratello (Caino e Abele) se mai é compito di Dio fare giustizia magari con la stessa natura creata per il bene ma rovinata dall’incuria e dalla malvagità dell’uomo. (Come si ripete la storia!).

Vangelo. Gesù riprende questo concetto di un Dio giusto ma misericordioso e lo porta a un livello spirituale. Richiama la malvagità dell’uomo al tempo di Noè e al tempo di Sodoma e Gomorra, ma la natura, dito di Dio, ha sistemato e ristabilito le cose come erano state pensate e fatte per il bene dell’umanità; l’acqua del diluvio e fuoco e zolfo hanno tolto i malvagi lasciando in vita i giusti, i timorati di Dio.
Gesù é molto chiaro: state attenti alla tentazione di avere, di possedere tutto e tutti passando sulla testa dei fratelli e volendo dominare e modificare la natura: così si dimentica l’amore e la predilezione di Dio per noi. La vita eterna, cioè la presenza ed il rapporto con il Signore non solo nell’aldilà ma già nel nostro tempo, ci viene assicurato dalla fedeltà all’amore e all’insegnamento di Gesù e all’attenzione benigna verso i fratelli e verso la natura, anch’essa dono di Dio.

 Buona domenica!

don Bruno